Rover e scolte dai 17 ai 21 anni: clan, fuoco, strada, servizio e partenza per vivere la fede, il territorio e la scelta politica da cittadini attivi.
Se tuo figlio sta per lasciare il Reparto e parla di Clan, di Fuoco e di strada, ti trovi davanti alla terza e, di solito, ultima fase della proposta educativa scout. In questa fase i ragazzi sono chiamati rover e le ragazze sono chiamate scolte, vivono la vita all’aperto, svolgono un servizio e chiudono il percorso con la Partenza.
Una proposta per i ragazzi grandi
Il roverismo nasce nel 1918 con il libro La strada verso il successo, scritto da Robert Baden-Powell. L’idea risponde a una domanda concreta che conosci bene come genitore: che cosa offrire agli esploratori che arrivano alla fine del sentiero in tarda età adolescenziale, quando chiedono più autonomia e un cammino diverso. La risposta non prolunga il Reparto, ma apre una nuova comunità.
Un anno prima, nel 1917, Baden-Powell aveva provato a trattenere i ragazzi grandi con un primo progetto frettoloso chiamato «Senior». Il tentativo fallì in fretta e anche il nome, poco romantico, venne abbandonato. Gli esperimenti degli anni successivi cambiano registro e funzionano meglio, finché il manuale completa la terza branca come fraternità dell’aria aperta e del servizio, secondo la definizione amata dal fondatore. Se vuoi capire il passaggio dal Reparto alla fase successiva, parti da qui: non più squadriglia e sentiero guidato, ma strada scelta e condivisa.
Perché la strada chiede un servizio
Rispetto a Lupetti ed Esploratori, il tratto distintivo di rover e scolte è il servizio. Può svolgersi all’interno dell’associazione, aiutando i capi di altre unità, oppure fuori, in qualsiasi forma di disponibilità verso il prossimo. Puoi spiegarlo a tuo figlio senza retorica: non si tratta di ore da riempire, ma di un impegno che forma perché chiede costanza, responsabilità e confronto con bisogni reali.
Il servizio resta parte integrante del percorso educativo del singolo, pensato e finalizzato alla sua crescita. In altre parole, aiuta gli altri e, allo stesso tempo, lo aiuta a diventare adulto, a leggere una situazione, a tenere fede a un impegno assunto davanti alla comunità. Per questo i capi ne parlano all’interno del cammino personale, non come attività separata dalla strada.

Cosa cambia tra Clan e Fuoco
Nell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani la Comunità Rover e Scolte riunisce due momenti: Noviziato e Clan Fuoco. Il secondo momento prende nomi diversi a seconda della composizione: Clan se maschile e formato solo da rover, Fuoco se femminile e formato solo da scolte, Clan Fuoco se misto, con l’uso di Clan, in breve, anche per il gruppo misto. La distinzione non riguarda il metodo, ma la composizione della comunità che firma la stessa Carta.
Il Clan Fuoco accoglie ragazzi e ragazze a sedici o diciassette anni dopo l’anno di Noviziato e li accompagna finché scelgono di chiudere il percorso scout con la Partenza, mantenendo la fedeltà alla Promessa e alla Legge, oppure di prendere un’altra strada salutando i compagni. Il gruppo è seguito da almeno un capo clan o una capo fuoco, ma la vera guida è la Carta di Clan Fuoco scritta dagli stessi ragazzi, che raccoglie obiettivi e valori condivisi. La voce indica una misura di venticinque o trenta ragazzi al massimo, perché oltre quella soglia la conoscenza reciproca si perde.
Come si vive l'anno di Noviziato?
Nel primo anno gli appartenenti sono chiamati novizi e novizie e formano il Noviziato. Puoi immaginarlo come un tempo di ingresso: si impara il passo della comunità, si prova l’uscita con zaino e tenda, si prende confidenza con la preghiera personale e comunitaria. Se il Noviziato è troppo piccolo per reggersi da solo, la Comunità Capi trova altre soluzioni per offrire tutte le esperienze previste, così nessuno vive un anno a metà.
Nel Clan Fuoco non ci sono strutture stabili simili alla squadriglia del Reparto. Si formano gruppi temporanei più piccoli in base alle necessità, spesso chiamati pattuglie, per preparare un’attività, un servizio o un tratto di cammino. Le riunioni si svolgono di solito ogni settimana e alternano discussione e attività pratica, con particolare attenzione alla vita all’aperto e alle tecniche. L’uscita è parte integrante e si svolge periodicamente, in genere ogni mese, con cammino a piedi, pernottamento di solito in tenda, cucina da campo, vita spirituale e Messa, sempre nelle feste di precetto e non sempre nei giorni feriali. L’uscita può coinvolgere tutto il Clan Fuoco con il Noviziato, ma può anche essere individuale, di coppia o di pattuglia.
Che cosa si decide prima della Partenza?
Il Capitolo è il modo in cui il Clan Fuoco affronta i temi scelti dalla comunità di anno in anno o anche più spesso. Le modalità cambiano da Clan a Clan, ma il filo conduttore resta lo stesso: scegliere un argomento, discuterlo in profondità, arrivare a una posizione comune che orienti le scelte. Il Punto della Strada è il momento in cui ogni rover o scolta confronta il proprio cammino personale con la comunità, racconta la strada percorsa, i traguardi e i problemi e riceve consigli o critiche costruttive.
Nell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici il Capitolo ha forma solenne, vi si partecipa in uniforme e lo scopo educativo è presentare le proprie idee, rispettare quelle degli altri e cercare un punto conclusivo di intesa dopo un dibattito qualificato. La revisione della Carta di Clan Fuoco avviene in un Capitolo dedicato. Nello stesso contesto l’Impresa è una serie di attività programmate con concretezza ed efficacia per raggiungere un obiettivo definito, in genere un servizio al prossimo, con preparazione accurata e impegno di ciascun componente. A volte è necessaria la collaborazione di esperti esterni, coinvolti e coordinati dal capo clan, mentre la scelta e la preparazione spettano al Consiglio di Clan. L’Inchiesta serve a comprendere situazioni e problemi con colloqui, ricerche e interviste e può preparare un’Impresa, un servizio o un Capitolo. Nel primo anno i rover sono chiamati novizi rover nella Pattuglia Novizi nel Clan maschile, mentre le scolte sono divise tra Scolte Semplici al primo anno e Scolte Viandanti negli anni successivi.
Le età cambiano da un'associazione all'altra
Le età non sono uguali ovunque e devi guardare l’associazione di tuo figlio. Nel Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani si diventa rover dai sedici ai diciannove anni, e qui il termine rover indica anche le ragazze. Dopo i diciannove anni il percorso educativo termina e chi vuole può proseguire come Senior nel Clan o come capo educatore in un’unità, con corsi di formazione al ruolo tenuti da specialisti e riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout e dall’Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici.
Nell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani si diventa rover o scolta dai sedici anni, dopo un anno di Noviziato, fino ai ventuno anni, e si conclude con la Partenza o con un saluto informale alla comunità. Nell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici si diventa rover o scolta dai sedici ai ventuno anni, e, conclusa la strada del Clan Fuoco, il rover o la scolta diventa R.S., Rover Scout, con la cerimonia della Partenza, oppure sceglie di restare come capo. Nell’Associazione Italiana di Scautismo Raider si diventa rover o scolta dai quindici o sedici anni fino ai diciotto o diciannove e, usciti dalla Compagnia, si frequenta il Corso di Formazione Quadri oppure si passa alla branca Raider. Nell’Associazione Guide e Scouts San Benedetto si diventa rover o scolta dai sedici ai ventuno anni, si fa la Partenza al termine e durante il Clan Fuoco si segue un percorso con diversi Campi Scuola che, dopo la Partenza, porta a diventare capi. La formazione dei capi educatori segue quindi tempi diversi, ma ovunque la soglia dei sedici anni segna l’ingresso nella strada.
Da dove viene la parola Scolta
«Scolta» è un termine antiquato corrispondente a «sentinella» e ha la stessa radice di scout. Indica, anche con riferimento evangelico, colei che è sempre pronta. Tra il 1926 e il 1928, sotto la pressione del fascismo, il termine fu usato al posto di «scout» e fu proposta la ridenominazione dell’Associazione Scouts Cattolici Italiani in Associazione Scoltistica Cattolica Italiana. Poi il regime preferì vietare del tutto lo scautismo e la parola cadde in disuso fino alla nascita dell’Associazione Guide Italiane, che la scelse per la propria terza branca. Da lì il termine passò all’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani e ad altre associazioni cattoliche che lo usano ancora.
Il roverismo in Italia deve molto all’esperienza francese. Nel periodo tra le due guerre si affermò in Francia un modello basato sulla spiritualità e sulle attività di cammino dette «Route», con gli scritti di Guy de Larigaudie, il leggendario rover, tra i riferimenti più importanti per il suo sviluppo. Quel modello fu seguito da molti paesi del Mediterraneo. Nel Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani la Compagnia è l’unità della terza branca dai sedici ai diciannove anni e ha come scopo principale aiutare ragazzi e ragazze nell’autoeducazione che li porta a diventare adulti e cittadini attivi, capaci di compiere scelte e di assumerne le responsabilità.
La voce «Roverismo» su Wikipedia è la pagina dedicata alla terza branca scout.
Vi si trovano la storia dal progetto «Senior» al manuale del 1918, la «Route» francese con Guy de Larigaudie, le età in AGESCI, CNGEI, FSE, Assoraider e San Benedetto e la storia del termine «Scolta».
Vi si trova anche il funzionamento di Noviziato, Clan, Fuoco, Compagnia, Capitolo, Punto della Strada, Impresa e Inchiesta con uscite, riunioni e Carta.
Puoi leggerla con tuo figlio prima di parlare con il capo Clan e preparare insieme le domande sulla strada, sul servizio e sulla Partenza.
